Fin dal suo primo incontro personale con Gesù, avvenuto all’età di vent’anni (fine anni ’50), in p. Ricardo è sempre stato presente il desiderio di formare una comunità insieme a fratelli che, come lui, fossero chiamati alla stessa missione.L’occasione gli fu data molti anni più tardi, in modo alquanto bizzarro, grazie ad un malore improvviso. Inviato alla congregazione delle Orsoline di Breganze (VI) per un ritiro tenuto alle religiose che si preparavano ai voti perpetui, fu colpito da una forte colica ed immediatamente affidato alle cure mediche. La suora infermiera, il cui cognome era Santacaterina, sapendo della sua intenzione di fondare una “Casa di Preghiera” in zona Val Leogra, lo informò che un suo parente stava cercando di vendere una casa in contrada Vallortigara, nel comune di Valli del Pasubio (VI). Ma come mai p. Ricardo aveva scelto la zona di Val Leogra?

Dobbiamo ritornare indietro di qualche anno. Nell’ottobre del 1974, p. Ricardo ebbe una forte esperienza di effusione dello Spirito Santo. Sentì nel suo cuore una potente, ma soave, voce che lo invitava ad un solitario periodo di raccoglimento. Sottopose l’avvenimento ai fratelli con i quali viveva e in preghiera capirono che il Signore gli chiedeva un tempo di solitudine. Così, ai primi di luglio del 1975, partì rimanendo per due mesi interi presso una piccola chiesa a 2300 metri d’altitudine.Quel posto fu il suo “deserto”: Cima Palon sul monte Pasubio. Iniziò con un digiuno di due settimane prendendo solo acqua.
Significativo fu il pomeriggio del quindicesimo giorno, quando con sua meraviglia, gli si presentò un giovane pastore di nome Giuseppe, da Caldogno, che gli portò un litro di latte di pecora. Giuseppe era accampato nelle vicinanze del rifugio Gen. A. Papa con le sue pecore. Durante il tempo di deserto, ebbe una fortissima esperienza della presenza di Gesù e del suo Spirito: il Signore gli dava diverse immagini profetiche, particolarmente di sera dopo la celebrazione eucaristica. Il Signore gli diceva che gli avrebbe dato un luogo situato alla sinistra di Val Leogra, dove sarebbe vissuto con altri fratelli che non erano quelli con i quali viveva a quel tempo.

Le immagini gli mostravano un oscuro sentiero di montagna attraverso cui saliva un’innumerevole quantità di fratelli e sorelle: malati, ciechi, paralitici e persino morti che scendevano, poi, per una strada luminosa completamente guariti e splendenti di luce e gioia. Fu proprio da quelle stupende cime del Pasubio che scorse, approssimativamente ed in lontananza, il luogo dove il Signore lo incaricava di iniziare la Sua opera. Alla fine di agosto concluse il suo “deserto” e riprese la via del ritorno verso la Fraternità di Ronchi di Villafranca perché ai primi di settembre doveva tenere gli esercizi spirituali accennati all’inizio.
Capì dalle parole della suora infermiera, che il Signore gli dava un segno. Così si mise subito alla ricerca della casa destinata a diventare la casa di preghiera. La prima fermata fu a Vallortigara, ma non era la casa scelta dal Signore. Proseguì fino al monumento dei caduti per la libertà e, dopo cento metri, giunse alla contrada Camparmò. Scese dall’auto e solo poggiando i piedi al suolo ebbe la conferma. Una voce nel suo cuore gli diceva: «Questa è la terra promessa». Spontaneamente sussurrò: «Gesù, ti chiedo che il mio corpo attenda qui la risurrezione finale».
Era arrivato alla terra promessagli dal Signore nel lontano 1955, quando gli disse: «Vieni, seguimi». Docile come un agnello, lo seguì senza sapere per quale strada. Ora vedeva, con traboccante commozione, realizzarsi le promesse del Signore, ed il suo sogno diventava realtà.