Un tempo di deserto
Dopo un minimo di sistemazione iniziale, p. Ricardo prese residenza a Camparmò nell’aprile del 1976. Iniziò per lui un lungo periodo di tre anni, tempo di deserto caratterizzato da molte ore di preghiera, da camminate nelle vicine montagne, dai lavori manuali necessari per la sistemazione dei luoghi e, data la solitudine, da una forte esperienza di silenzio. Pochissime erano le visite, soltanto alcuni giovani, Silvia, Sandro, Margherita andavano a Camparmò e con loro condivideva qualche pasto e soprattutto ore di preghiera comunitaria; la giornata la trascorreva dedicandosi oltre alla preghiera e allo studio, alla preparazione del cibo e al lavaggio delle cose personali. In quel tempo sperimentò anche la gioia di ricordare e provare ricette culinarie imparate da piccolo nella casa paterna.
L’abitudine ai silenzi, alle solitudini ed ai lunghi periodi di digiuno furono per lui formidabili esperienze attraverso le quali è stato ammaestrato dallo Spirito circa il loro vero significato. Nei vari e lunghi colloqui con il Signore, per quanto riguardava risorse finanziarie e vocazioni, p. Ricardo si espresse così: «Non voglio andare di mia iniziativa a cercare né denaro, né vocazioni future. Signore, se vuoi che formi una comunità, tu devi far arrivare denaro e mandare vocazioni». Un giorno in preghiera alla presenza del Signore ricevette questa parola: «Ti manderò la regina di Saba». Come d’abitudine aprì la Scrittura e i suoi occhi si fermarono su questo brano: 1Re 10,1-13. Alcuni giorni dopo andò a visitarlo una signora accompagnata dalla sorella e dal suo autista. «Ho saputo, don Ricardo, che lei vuole fondare una “Casa di Preghiera”, una comunità contemplativa dedicata alla vita di preghiera – disse la signora e aggiunse – ho capito che il Signore mi chiede di mettere a disposizione per la realizzazione di quest’opera parte dei miei beni materiali».
Questa sorella, persona di grande levatura spirituale per la sua vita di preghiera, prudenza e saggezza, è stata una vera amica per p. Ricardo e la sua ammirabile generosità e distacco contribuirono non poco alla crescita materiale e spirituale di Camparmò. A seguito di questa sua offerta, cominciarono i lavori grazie anche, come abbiamo detto nella puntata precedente, alla collaborazione gratuita per tre settimane di un capomastro coadiuvato da un fratello e da Sandro Bocchin.
I primi lavori si svolgevano, ovviamente, quasi sempre all’aperto. Un giorno, un’abbondante pioggia li obbligò ad una sosta forzata che però non potevano permettersi. P. Ricardo si rivolse al Signore in preghiera e nel Suo nome comandò alla pioggia di ritirarsi da tutta la zona di Camparmò. Con sua grande meraviglia, in pochissimi minuti, come fosse spinta da un forte vento, la pioggia si spostò lasciando proseguire indisturbati i lavori appena interrotti. Intorno alla loro zona la pioggia continuò, però, a cadere ininterrottamente.
Simili fatti singolari accaddero più di una volta a Camparmò in questo periodo. Un giorno un incendio andava devastando i boschi sopra Camparmò e nella zona di Vallortigara e il fuoco minacciava pericolosamente le precarie costruzioni. P. Ricardo si mise a pregare e, con l’autorità di Gesù, comandò alle fiamme di allontanarsi e di scomparire definitivamente. Ancora una volta, con suo grande stupore, le fiamme si allontanarono da Camparmò, spegnendosi poco a poco, grazie anche alla pioggia che aveva cominciato a cadere subito dopo la preghiera. Continuò a piovere solo fino a quando il fuoco fu completamente spento.
Con questi segni il Signore confermava un’opera ancora sconosciuta agli occhi umani.
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