Camparmò: casa di preghiera da dove scaturirà nuova vocazione, nuova evangelizzazione...
Nel periodo di tre anni di “deserto”, verso la fine del 1977, durante la preghiera, p. Ricardo ricevette un’indicazione molto precisa da parte del Signore: «Va ad Aguas Buenas!». Venne a sapere che si trattava di un paese all’interno dell’isola di Puerto Rico, nella diocesi di Aguas, il cui parroco era il redentorista
p. Tom Forrest. Decise di andarci per un periodo di sei mesi. Si mise in contatto con il parroco e partì arrivando sul luogo nei primi giorni del dicembre del 1977. Vi rimase fino al mese di febbraio del 1978. Lì conobbe molti fratelli di fama internazionale, impegnati nel movimento carismatico e testimoni degli inizi dell’esperienza carismatica cattolica. Da febbraio a marzo visitò alcune esperienze carismatiche dell’America Latina, tra cui il centro carismatico “La Mansion” a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia. In tale circostanza assistette a cose straordinarie; non credeva a ciò che i suoi occhi vedevano: constatava visibilmente ciò che si legge negli Atti degli Apostoli e nei capitoli 11,12,13 e 14 della prima lettera ai Corinzi. Ha visto “dal vivo” i carismi di guarigione, di profezia, di intercessione, esercitati in una atmosfera comunitaria il cui vincolo era l’amore. Infatti durante tutto il tempo che ha vissuto presso “La Mansion”, frequentando un gran numero di persone, famiglie, gruppi, non ha mai sentito parlare male di un fratello assente.
A Bogotà, in Colombia, si sentì stranamente male, così verso la fine di marzo rientrò ad Aguas Buenas in Puerto Rico per sottoporsi ad accertamenti medici. La diagnosi fu: epatite virale! Il medico, fraternamente, gli consigliò di rientrare immediatamente in Italia, altrimenti avrebbe dovuto rimanere recluso per ben quaranta giorni. Arrivato in Italia si sottomise ancora una volta ad analisi medica. Risultato: salute perfetta! Si domandò: «E la mia epatite virale diagnosticata dal miglior ospedale americano di Puerto Rico?». È sua ferma convinzione che è stato un intervento del Signore per farlo rimpatriare prima dei sei mesi programmati.
Rientrato da Puerto Rico, nel mese di agosto del 1978,
p. Ricardo viveva insieme ai fratelli della “Comunità del Cantico”, alla quale apparteneva all’epoca. Durante una delle preghiere comunitarie, ricevettero una telefonata della sorella Antonietta di Biella che li invitava ad andare da lei perché aveva ricevuto “parole” da parte del Signore.Così il giorno seguente, p. Ricardo, accompagnato da uno dei fratelli, si recò da lei. Arrivati, cominciarono a pregare insieme, dopo di che, Antonietta gli consegnò le parole ricevute dal Signore. In esse il Signore denudava la sua vita e lo invitava, ancora una volta, a seguirlo come a suo tempo aveva invitato Abramo, Mosè, Paolo, Agostino e tanti altri. Circa il progetto, che nel suo cuore accarezzava sul futuro di Camparmò, Antonietta gli disse: «Il Signore questa mattina mi ha detto che quello che pensi riguardo a Camparmò è un idolo del tuo cuore». In effetti egli desiderava che Camparmò fosse come un monastero dove regnava il silenzio, l’ordine, la clausura! Ma il Signore aveva preparato cose nuove e inaspettate.
Il 25 agosto 1978, alle ore tre del mattino, Antonietta, mentre stava dormendo in casa sua, sentì la voce del Signore che la chiamava, così forte che si svegliò, senza dubitare che si trattasse proprio del Signore. La locuzione diceva: «Alzati e scrivi!». Lei si alzò immediatamente e scrisse di getto, senza pensare, la profezia su Camparmò che tutt’ora accompagna ed ispira l’essere e l’agire della comunità intera.
Nella prima parte della profezia c’è un forte incoraggiamento a proseguire in una strada di fedeltà, nella fiducia nell’immutabile ed eterno amore del Padre; nella seconda parte viene descritto il progetto meraviglioso per Camparmò che deve essere “casa di preghiera da dove scaturisce nuova vocazione e nuova evangelizzazione”; infine si delinea la figura del pastore di Camparmò. Segue, poi, l’invito per p. Ricardo a ritirarsi in esilio fino al tempo stabilito dal Signore. La profezia conclude con una affermazione che diede e tutt’ora dona speranza a p. Ricardo: «Non temere, Io ti parlo attraverso il cuore».
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